Servizi

Spiral pelvic yoga ®

La pratica dello yoga aiuta il corpo pigro a diventare attivo e vibrante. Trasforma la mente, rendendola armoniosa. Lo yoga aiuta a mantenere il corpo e la mente in armonia con l’essenza, l’anima, così che i tre siano fusi in uno.
(B. K. S. Iyengar)

Spiral Pelvic Yoga© nasce dallo studio e dall’integrazione di diverse scuole yoga (power, hatha, anusara, Iyengar, ashtanga, ) con il metodo Devis per il pavimento pelvico. La passione per lo yoga mi ha portata, dopo venti anni di pratica, alla certificazione per insegnare attraverso un teacher training presso la scuola internazionale Ryoga riconosciuto da Yoga Alliance International, affiancata anche alla partecipazione di classi e seminari sulla pratica di addominali senza rischio e del metodo Devis (Decompressione viscerale) ideato dalla fisioterapista Loredana La Torre, uno dei massimi esperti in Italia per il recupero delle funzioni urogenitali e il potenziamento del pavimento pelvico.

La certificazione nel metodo Devis e la collaborazione con Loredana La Torre hanno stimolato la strutturazione di un metodo yoga che abbina le asana tradizionali con il pavimento pelvico e la decompressione viscerale, lavorando per il riassetto e l’integrazione del perineo e dei muscoli addominali nel resto del corpo attraverso l’uso corretto delle anche, della postura e della respirazione. In questo modo lo yoga diventa anche uno strumento per l’armonizzazione e il rinforzo di parti del corpo fondamentali per il benessere fisiologico e psico-sessuale, specialmente quello femminile.

Il perineo è composto da due triangoli che vanno a unirsi, nella pratica, insieme alle geometrie delle posture classiche, coinvolgendo così ogni centimetro di pelle, muscoli, ossa e organi per un lavoro davvero completo.

L’uso delle spirali nel lavoro del corpo aiuta la connessione con l’universo che ci circonda: la spirale è un simbolo antico e universale presente in ogni forma della natura, basta pensare alle due spirali che formano il DNA. È connessa alle galassie, ai misteri di nascita e morte, all’energia dell’universo. Il lavoro sulle spirali attraverso uno yoga specifico aiuta a entrare in contatto con la nostra forza più autentica permettendo di ritrovare la relazione di armonia e unità con il cosmo. Lo yoga è unione di mente e corpo ed è anche consapevolezza dell’energia che ci abita, alla quale possiamo attingere in ogni momento. Posture, spirali e integrazione pelvica aiutano la scoperta del nostro potere personale, che dal radicamento a terra ci conduce al cielo, fino alle stelle. Il bacino femminile è il luogo che contiene la nascita, ed è il luogo in cui si sprigiona la forza di Eros che va distribuita in tutto il corpo grazie alle spirali, ai movimenti ascensionali contrapposti al radicamento in un gioco di trazioni opposte in cui fluiscono l’energia femminile e quella maschile, l’energia organica e quella sottile.  La muscolatura pelvica è poco considerata mentre rappresenta la base più importante su cui poggia la nostra struttura fisica ed energetica. Gli organi interni viscerali traggono un giovamento immenso da una respirazione particolare che dal perineo attiva e fa ascendere verso l’alto tutti gli organi del piccolo e grande bacino, stimolando la funzionalità di vescica, utero, intestino e diaframma pelvico. Il lavoro di pressioni e trazioni che mettono in campo e bilanciano due forze, quella ascensionale e quella discendente collegata sono collegate all’energia maschile e femminile, al Cielo e alla Terra. 

Le asana possono essere statiche o fluide, collegate tra loro, a seconda dell’intento di ogni specifica lezione. Il corpo è la casa, il tempio dell’anima e lo yoga ci insegna a ritrovare la connessione con i centri vitali più profondi, là dove scorre il divino di cui siamo scintilla. Non esiste potere al di fuori di noi, diventarne consapevole migliora la nostra vita e quella di chi ci sta intorno. Perché il nostro campo energetico influenza sempre anche quello degli altri. Lo yoga è la felicità dell’istante, in cui la vibrazione si innalza nella magia dell’adesso.

Leggi l’estratto dal libro “Il canto della farfalla che parla dello yoga

 

Le metodologie NON sono una sostituzione di diagnosi e terapie mediche né di cure in ambito psicoterapeutico.

The shadow integration ©

“Ogni ombra è figlia della luce”

(Stefan Zweig)

The shadow integrationThe Shadow Integration ©  è un  lavoro profondo sull’ombra. L’ombra contiene le parti rifiutate di noi ma è anche l’accesso, insieme al bambino interiore che spesso si nasconde, non visto e non riconosciuto, proprio al suo interno, alla pepita d’oro del nostro vero Sé.

Riconoscere, accettare e integrare l’ombra è il passo fondamentale di ogni cammino di guarigione.

Le leggende antiche, i miti e le fiabe hanno sempre raccontato l’importanza di attraversare “la notte oscura dell’anima” attraverso il cammino iniziatico rappresentato dal confronto con l’ombra.

Jung rimase affascinato dalla potenza del simbolo che usa un codice inconscio capace di scavalcare la parte sinistra, razionale, del cervello.  Ne intuiva la potenza.

Purtroppo la narrazione “logica” della mente “che mente” non è la chiave migliore per conoscere e integrare le ombre inconsce. 

Infatti davanti ai traumi la mente conscia può deformare il ricordo, modulare, attenuare, mentre il corpo è ma mappa della narrazione più autentica, chescorpione corrisponde alla maniera in cui gli eventi dolorosi che hanno creato disconnessioni e fratture sono stati percepiti e vissuti realmente.

Il corpo è il custode, la banca della memoria, il contabile preciso di ogni emozione trattenuta, non bilanciata.

Nel lavoro di trasformazione e integrazione dell’ombra uso un metodo personale derivato da studi, ricerche, esperienze.

Il compito è quello di facilitare la presa di coscienza lasciando che sia la persona a far emergere i contenuti e trasformarli senza interferire pesantemente, mantenendo invece la neutralità necessaria per evitare le proiezioni personali e il transfer di chi deve invece imparare ad appoggiarsi a sé stesso.

 

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Metodo Devis ®

"Le donne sono una vite su cui gira tutto"

Lev Tolstoj

devis1Il metodo Devis® (Decompressione viscerale) ideato da Loredana La Torre, fisioterapista specializzata in pavimento pelvico, formazione neurologica ed ortopedica,specialista in tecniche posturali e in uroriabilitazione, utilizza la decompressione viscerale per prevenire e riequilibrare le disfunzioni del pavimento pelvico.

Posizione eretta e seduta, creano una pressione permanente sulla vescica,utero e retto. Il continuo ritmo respiratorio crea un armonico dondolio pressorio e la risposta di questi organi deve essere armoniosa e flessibile.

I momenti di iper pressione (starnuto, tosse, pesi, stipsi, posture non funzionali) possono indebolire fasce, legamenti e muscoli che hanno il compito di sostenere questi organi importanti. Un’alterazione della loro funzionalità può creare squilibri vescicali, rettali e sessuali.

È importante dare “riposo” a questi organi contenuti nel piccolo bacino attraverso posture consigliate ed adeguate tecniche respiratorie.

Le tecniche di decompressione attiva aiutano gli organi a ritrovare la posizione fisiologica, determinando una tonificazione dei muscoli perineali e metodo-devisaddominali che verranno attivati nella loro funzione viscerale.

La decompressione interesserà la colonna vertebrale che ne trarrà beneficio ritrovando anche a livello dorso-lombare lo spazio fisiologico.

Con il miglioramento della postura e i movimenti specifici di tonificazione dell’addome e del pavimento pelvico è quindi possibile contrastare i prolassi degli organi genitali, la diastasi dei retti addominali, e una serie di problemi minori legati all’assenza di una conoscenza e di un uso corretto di questa importantissima muscolatura. Gli organi pelvici e viscerali si organizzano lavorando in sinergia per dare un contributo determinante al benessere femminile.

La salute e il rinforzo del perineo, sede del primo chakra, sono indispensabili per la corretta distribuzione e circolazione di importanti correnti energetiche.

devis2La tonificazione e la creazione di un ponte sensoriale neurologico con gli organi pelvici, solitamente dimenticati dalle varie forme di ginnastica, rinforza il potere del femminile e si giova di efficaci ripercussioni psicologiche (autostima, conoscenza di sé, ecc).

La lubrificazione vaginale e la risposta orgasmica ottengono notevoli miglioramenti, sia nel periodo fertile che durante e dopo la menopausa.

Le lezioni e le sessioni sono sia individuali che collettive, e possono essere abbinate con uno yoga individuale specifico per l’anatomia di ogni singolo corpo.

 

 

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Il gioco di fiabe, miti e leggende ©

“Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle.”


Antoine De Saint- Exupéry

 

Senza titolo 2Fiabe, miti e leggende sono dense di simboli e archetipi che “parlano” direttamente all’inconscio, scavalcando l’emisfero sinistro del cervello. Toccano immagini, emozioni, visioni profondamente radicate nell’uomo. Sono capaci di fargli ritrovare il filo di Arianna che lo collega al cielo. Il loro linguaggio è universale. E ancestrale. Esiste da sempre.

Ogni tradizione narra della lotta fra Bene e Male, dell’incontro con le ombre, delle prove iniziatiche dell’anima che nel confronto con il buio eleva la sua luce.fiabe

Conoscere l’alfabeto immaginifico del simbolo consente di rintracciare lo stesso “segno”, la stessa “firma”, in culture anche lontane fra loro, tracciando collegamenti che rappresentano le varianti di una medesima storia: l’uomo che cerca il suo vero Sé connettendosi al potere dell’anima.

Lo sapevano bene anche Walt Disney, Lewis Carroll, Saint-Exupéry. Così come lo sapevano bene gli antichi che per primi hanno tracciato il cammino simbolico dell’uomo nel suo percorso di ritorno a casa, la casa dell’anima.

Fiabe, miti e leggende hanno una forte impronta evolutiva che contribuisce allo sviluppo e al benessere psicologico. Se indagati, narrati e accolti in maniera opportuna, sono una piccola, grande “terapia” per l’anima stessa.

Purtroppo oggi abbiamo perso sempre di più la confidenza con il mondo simbolico e visionario, abbiamo smarrito radici importanti che restituiscono meraviglia e stupore, svegliando il nostro bimbo interiore.

Il gioco delle fiabe, dei miti e delle leggende sembra un gioco ma non lo è. Giocare con le storie e le immagini recupera la luminosa saggezza intuitiva che giace dentro di noi, sepolta dalla logica di parole sradicate da immagini archetipiche e simboli.

È un percorso di aiuto nella scoperta del nostro mondi inconscio, delle sue luci e delle sue ombre.

 

 

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Trauma care yoga ©

Il trauma non può solo essere guarito, ma, con una guida e un sostegno adeguati, può operare delle trasformazioni. Il trauma è potenzialmente una delle forze più significative per il risveglio e l'evoluzione psicologici, sociali e spirituali.
Peter A. Levine

 

trauma-care-yogaTrauma Care Yoga. I traumi non sono solo quelli fisici. I traumi sono anche emotivi e psicologici. Durante e dopo un trauma, il sistema neurovegetativo vive uno stato di scompenso che altera l’equilibrio biochimico del corpo facendo collassare l’intero sistema. Una volta cessato lo stato di allarme dovuto al trauma il corpo normalmente ritrova il suo stato fisiologico di quiete. Ma può anche accadere che lo stato di allerta prosegua, superando la “finestra di tolleranza” che permette di fronteggiare le crisi e di mettere in atto la resilienza. Si arriva così al PTSD, il disturbo da stress post traumatico. Io stessa ne ho sofferto. Le conseguenze psicofisiche sono svariate, dall’insonnia alle disfunzioni sessuali, dall’ansia al panico.

Il corpo vive uno stato di stress permanente e si ammala, smettendo di essere la nostra casa, il nostro “luogo sicuro”. Il crollo delle difese immunitarie innesta un circolo vizioso dal quale si esce passando anche attraverso il recupero delle sensazioni corporee, perché è lì che abita l’inconscio ed è lì che si attiva la memoria cellulare dei traumi.  È stato scientificamente dimostrato che lo yoga, praticato regolarmente, attiva la capacità neuroplastica del cervello e il suo recupero, modulando l’attività dell’ippocampo e dell’amigdala che tornano a funzionare normalmente dopo alcune settimane di pratica assidua. Esistono posture specifiche per ritrovare la confidenza con il corpo, imparando a trattarlo con gentilezza e compassione (per questo uso anche ciò che chiamo Mindful Yoga, ciè un atteggiamento consapevole e delicato, momento per momento), attivando l’ascolto profondo di parti dimenticate. Il lavoro con il plesso solare è estremamente importante, perché un cuore “felice” si apre al mondo, mentre un cuore “chiuso” ci isola, generando ansia e depressione.

Lavorando sui chakra e sull’ascolto profondo dei muscoli, della pelle, delle ossa attraverso esperienze somatiche e  meditative si agevola il recupero dallo stress ritrovando la salute psicofisica che ci spetta di diritto fin dalla nascita e traumache in seguito perdiamo con i conflitti, le ferite, i traumi. Il recupero del potere personale non può non passare  attraverso il corpo che è sentinella e custode fedele. Il tatto, il “sentire” il corpo ci riportano alle condizioni originarie dell’essere, quando da bambini imparavamo il mondo con i nostri sensi. La meraviglia e l’incanto stanno lì, attendono solo di essere riscoperti. Il corpo è la nostra casa, il tempio della nostra anima, stare bene al suo interno, padroneggiarne i movimenti e l’ascolto (anche attraverso la propriocezione) apre le porte a un benessere primordiale che poco a poco costruisce una nuova realtà nel mondo post traumatico. Per ogni ferita c’è la possibilità della guarigione esplorando nuovi sentieri neuronali attivati da esperienze corporee che rilasciano le vecchie tensioni localizzate nei punti trigger, sostituendole con percezioni nuove e allo stesso tempo antiche. Le posture sono semplici ma richiedono impegno e attenzione perché vanno vissute dall’interno, a occhi chiusi. Il miglioramento progressivo conferma la ritrovata fiducia in sé stessi e nel mondo.

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Leggi l’estratto dal libro “Il canto della farfalla" che parla dello yoga

 

 

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Astologia sensoriale ©

astrlaeL’astrologia sensoriale è un’indagine astrologica che non si occupa tanto delle previsioni quanto della risoluzione delle dinamiche interiori dell’individuo, potenziando le risorse e sciogliendo i conflitti. ‘Gli astri orientano, non determinano’ diceva Tommaso d’Acquino.  È dunque possibile seguire l’orientamento individuale usando appieno il suo potenziale grazie a una metodologia integrata che usa i simboli del cielo natale, le tecniche sensoriali  e le visualizzazioni guidate  per ‘ testimoniare’ le relazioni dinamiche espresse da ogni singolo pianeta del tema natale, lasciando parlare il simbolo attraverso l’uso delle immagini planetarie del cielo di origine. Il cliente fa esperienza diretta del suo cielo interiore e lo costella, esattamente come accade nelle costellazioni familiari di Bert Hellinger, richiamando a sé ogni pianeta /  simbolo con la sua forza energetica. Alcuni pianeti / forze sono stati maltrattati, o ignorati, in questo modo vengono invece accolti e riconosciuti smettendo di ostacolare e sabotare il progetto dell’anima. In questo modo la carta natale prende vita sotto gli occhi attenti dell’osservatore che con atteggiamento mindful, cioè attento e compassionevole, evoca e integra in sé ogni forza planetaria imparando a usare al meglio i punti di forza,  a eliminare i conflitti e vederli come occasione per fare salti ... quantici. In questo modo si attiva la completa padronanza del proprio cielo, arrivando così alla visione integrata di ogni aspetto di sé , conscio, inconscio, fisico e spirituale. Attraverso l’ascolto delle energie planetarie nel corpo e dei propri archetipi si diventa parte attiva e non più passiva. La conoscenza è sensoriale,  non intellettuale, e viene “fissata” attraverso una visualizzazione guidata per assorbire e orientare l’imprinting energetico di cui ogni individuo dispone.

 Il tema natale si trasforma in una bussola consapevole, una mappa precisa in cui muoversi potenziando dentro ciò che poi si manifesterà fuori. "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che in alto è come ciò che è in basso per fare il miracolo della cosa unica": viviamo in un campo energetico dalle infinite possibilità, tutto è  magicamente connesso , tutto è  espressione energetica delle particelle divine di cui siamo una delle manifestazioni. In questo modo il potenziale illimitato si svela padroneggiando i simboli e usandoli per avanzare in modo nuovo, finalmente padroni del destino e  non più succubi. Attraverso la visualizzazione dei simboli il cliente impara a recepire le qualità dei pianeti dentro sé espandendo e modificando le forze interiori che altro non sono se non le forza creativa dell’universo. Chi dialoga con i simboli comprende il mondo, come sapevano i mistici, i popoli antichi e i padri della psicoanalisi (Freud, Jung). Il simbolo, usato in modo opportuno, ha infatti la capacità di essere immediatamente recepito e “vissuto” dal nostro inconscio (che si esprime attraverso il corpo, le immagini, i sogni) mentre le terapie tradizionali che usano la parola impiegano molto tempo per rendere una persona consapevole delle sue dinamiche e, soprattutto, capace di cambiarle. Il corpo e l’inconscio son o gli alleati più potenti che abbiamo, basta imparare a conoscerli e indirizzarli. La “psicologia delle stelle” è un modo rapido per accedere ai contenuti interiori, togliersi le maschere e arrivare al vero Sé. I blocchi vengono eliminati proprio dal lavoro immaginifico e meditativo sul cielo natale che vive all’interno di ognuno di noi. I test kinesiologici durante la sessione aiutano a verificare le credenze inconsce e, qualora ci fossero ostacoli limitanti, a rimuovere ciò che ostacola il libero fluire dell’essere.

‘I simboli parlano, mente il nativo si ignora e tace’ (Pessoa) . Finalmente, il nostro cielo natale avrà voce e si metterà al servizio dell’anima per vivere la vita che ci appartiene davvero.

* Nel 2004 ho pubblicato il libro di Scienze sacre astrologiche "La ruota degli dèi" edito da Simmetria e ripubblicato nel 2008 con Amazon in versione digitale.

 

Se vuoi puoi ordinare qui l’ebook “La ruota degli dèi” di Francesca Pacini, pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Simmetria nel 2004 e ripubblicato con Amazon nel 2016:

https://www.amazon.it/ruota-degli-dei-simbolismo-astrologico-ebook/dp/B01F8M1LJI

 

Le metodologie NON sono una sostituzione di diagnosi e terapie mediche né di cure in ambito psicoterapeutico.

La guarigione del bambino interiore ©

bambino interioreLa guarigione del bambino interiore è necessaria per diventare finalmente chi siamo. Il bambino interiore è quella parte di noi più profonda, autentica e gioiosa. Spesso, però quel bambino è stato ferito, ed è rimasto nascosto in qualche parto dentro di noi, non integrato. Quella ferita sarà attivata ogni volta, nella vita, quando ci troveremo davanti a situzioni emotive o sentimentali che risuoneranno con lui.

Il bambino interiore può essere composto da più bambini, tanti quanti sono i momenti in cui abbiamo ricevuto traumi o ferite. Dobbiamo chiamarli tutti a noi e integrarli.

Un buon metodo di ausilio per la guarigione del bambino interiore è l’ascolto corporeo attraverso meditazioni e visualizzazioni guidate per riconnetterci alla parte profonda di noi.

Finché non ameremo il nostro bambino interiore, lui resterà solo, sfinito, e tenterà di sabotare i nostri tentativi di cambiamento che non possono avvenire senza l’ascolto, il contatto e l’integrazione con lui.

È la nostra pepita d'oro perché può donarci finalmente quella interezza che spesso abbiamo cercato fuori.

A volte la risoluzione delle ferite del bimbo interiore (o dei bambini) scioglie a cascata il peso delle ferite successive che abbiamo accumulato da adulti, che ricalcano esattamente quelle ferite antiche che abbiamo dimenticato o di cui non siamo consapevoli.

Se trasformiamo l’ombra inascoltata in luce, avremo accesso a una realtà che neanche immaginiamo.

 

Le metodologie NON sono una sostituzione di diagnosi e terapie mediche né di cure in ambito psicoterapeutico.

 

Le metodologie NON sono una sostituzione di diagnosi e terapie mediche né di cure in ambito psicoterapeutico.

 

Mindfulness

"Il miglior modo per catturare gli attimi fuggenti è prestare attenzione"

(Jon Kabat-Zinn)

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La “filosofia” Mindfulness nasce in oriente, è il fondamento della tradizione meditativa dei monaci tibetani ma è stata apprezzata da Jon Kabat- Zinn, un biologo americano che, incuriosito dai numerosi benefici di questa pratica, l’ha “importata” in occidente (come è accaduto con lo yoga) strutturandola in protocolli che prevedono la meditazione sul corpo, sul respiro, sul movimento, sul cibo.

Viene utilizzata, oggi, in ogni campo. La psicoterapia si è accorta della sua utilità nell’ambito dei disturbi da stress, gli ospedali utilizzano i protocolli affinché i pazienti riducano il dolore, le aziende la utilizzano per aumentare le risorse individuali e di gruppo.

Usare la Mindfulness significa stare nel qui e ora. Adesso, né nel passato né nel futuro, là dove l’ansia si genera. È stato dimostrato che l’uso costante della Mindfulness aiuta a recuperare il volume dell’ippocampo (che si riduce in caso di stress prolungato) e di favorire la riduzione del volume dell’amigdala (la parte del cervello deputata alle azioni reazioni necessarie alla sopravvivenza, il luogo in cui si genera la risposta di allarme e paura).

Non solo. Ci dà sicurezza e aiuta il nostro mondo interiore, che inevitabilmente si riflette in quello esterno.

Il cervello di chi medita è più felice, per questo gli scienziati studiano da anni gli effetti della meditazione sui monaci.

L’uso della Mindfulness deve diventare un’abitudine, come il camminare.

Per questo è molto importante un allenamento costante per recuperare il contatto con il corpo, con il respiro, con il mondo interiore.

Man mano si impara a stare nel presente e a lasciare andare il passato. Si diventa più compassionevoli verso sé stessi e il mondo praticando la gentilezza.

Essere gentili e amorevoli verso sé stessi è il primo, grande passo di un cambiamento importante.

Alle pratiche classiche di Mindfulness abbino visualizzazioni personalizzate perché ognuno trovi il proprio cammino.

La visualizzazione è molto importante perché per il cervello non c’è differenza tra ciò che faccio e ciò che immagino a un certo livello (l’uso delle onde theta è di grande aiuto).

 

Leggi gli estratti dal libro Il canto della farfalla

pdf icon png 17 300x3001. Cos'è la Mindfulness

pdf icon png 17 300x3002. La mia prima esperienza di Mindfulness

 

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Writing therapy

“La scrittura è la pittura della voce.”

(Voltaire)

“Scrivere è prendere l’impronta dell’anima.”

 (Multatuli)

 

writingLa scrittura è un mezzo terapeutico potentissimo. Lo sa istintivamente chi tiene un diario e chi, come me, scrive libri e ha fatto della lettura e della scrittura un mestiere.

Scrivere aiuta a elaborare un trauma o una memoria dolorosa, favorendo un’osservazione diversa, più distante, più “oggettiva”. Diventa come osservarsi dall’esterno, uscendo dalla trama per osservare il disegno a distanza. La stesura comporta l’attivazione della parola come mezzo per mettere confini a sensazioni di sofferenza, insieme alla necessità di dire ciò che non si è potuto dire nel momento passato, chiudendo così un cerchio che nei pensieri, a volte ossessivi, rimane irrisolto.

Scrivere permette di concludere una storia esprimendo finalmente ciò che non è stato mai detto, a sé stessi e al fantasma (a volte persecutorio) della persona coinvolta nell’esperienza.

Le parole scortano le emozioni, danno loro un nome, permettono un riconoscimento più facile, scardinano la pesantezza dei pensieri invisibili che trovano consolazione e risarcimento nella forma scritta. E di questo si tratta: dare forma al dolore, alla rabbia, a ogni sensazione evocata. Ci permettono di dire le parole che non abbiamo detto espellendo da noi tutte le ferite trattenute che si “inchiodano” nella parola scritta che diventa scudo e armatura. E poi si lascia fluire l’emozione dalla carne alla carta.

Ci sono particolari suggerimenti per usare al meglio la scrittura come potenziale emotivo che vengono forniti all’inizio.

I libri come terapia sono conosciuti da sempre (così come il potere terapeutico di alcune fiabe e leggende), meno conosciuta è la writing therapy che propone un percorso guidato, facilitato da uno specchio esterno che valida e, alla fine, permette la riflessione su sé stessi attraverso l’ascolto empatico, silenzioso e accogliente del facilitatore durante la lettura finale ad alta voce. In quello spazio la scrittura diventa parola “parlata”, suono della sofferenza liberata. Prima appoggiata sulla carta, questa sofferenza alla fine del processo si “libera” di alcune pesi proprio attraverso la condivisione (che nei laboratori avviene in gruppo, mentre nelle sessioni individuali rimane nell’ambito della coppia: il facilitatore e il cliente).

Mi occupo di writing therapy da moltissimi anni (lo facevo anche nella prima vita, quando lavoravo nel mondo dell’editoria , ed è sempre meraviglia, gioia, soddisfazione condividere con le persone uno spazio intimo e delicato.

Alla fine lo scritto, che spesso prende vita con il nome di lettera (come nel caso di “lettera a un narcisista) viene bruciato per rappresentare un momento simbolico di trasformazione e liberazione.

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Leggi l’estratto dal libro riguardo l’uso delle parole

 

 

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La guarigione del bambino interiore ©

bambino interioreLa guarigione del bambino interiore è necessaria per diventare finalmente chi siamo. Il bambino interiore è quella parte di noi più profonda, autentica e gioiosa. Spesso, però quel bambino è stato ferito, ed è rimasto nascosto in qualche parto dentro di noi, non integrato. Quella ferita sarà attivata ogni volta, nella vita, quando ci troveremo davanti a situazioni emotive o sentimentali che risuoneranno con lui.

Il bambino interiore può essere composto da più bambini, tanti quanti sono i momenti in cui abbiamo ricevuto traumi o ferite. Dobbiamo chiamarli tutti a noi e integrarli.

Un buon metodo di ausilio per la guarigione del bambino interiore è l’ascolto corporeo attraverso meditazioni MIndfunless  e visualizzazioni guidate per riconnetterci alla parte profonda di noi.

Finché non ameremo il nostro bambino interiore, lui resterà solo, sfinito, e tenterà di sabotare i nostri tentativi di cambiamento che non possono avvenire senza l’ascolto, il contatto e l’integrazione con lui.

Jung lo chiamava “il bambino d’oro” perché può donarci finalmente quella interezza che spesso abbiamo cercato fuori.

A volte la risoluzione delle ferite del bimbo interiore (o dei bambini) scioglie a cascata il peso delle ferite successive che abbiamo accumulato da adulti, che ricalcano esattamente quelle ferite antiche che abbiamo dimenticato o di cui non siamo consapevoli.

Se trasformiamo l’ombra inascoltata in luce, avremo accesso a una realtà che neanche immaginiamo.

 

Le metodologie NON sono una sostituzione di diagnosi e terapie mediche né di cure in ambito psicoterapeutico.

Kinesiologia delle credenze ©

La credenza che diventa verità per me è quella che mi permette l’uso migliore della mia forza, il mezzo migliore per mettere in atto le mie virtù.

André  Gide

 

kinesiologia paciniLa Kinesiologia  studia il corpo inteso come linguaggio, e i suoi meccanismi di “neurologia funzionale”. Attraverso  test neuromuscolari è possibile ottenere, attraverso il collegamento fra impulsi elettrici cerebrali e risposta del muscolo, valutazioni sull’armonia, o meno, del sistema energetico, fisico e mentale, ponendo sempre l’accento sull’uomo come insieme. Alcuni scuole hanno approfondito in particolar modo la relazione tra subconscio e risposta fisica.  Infatti il subconscio abita il corpo, e ne determina le funzioni e le reazioni in risposta all’ambiente esterno e al mondo interiore,  ed è possibile attivare un dialogo fra conscio e subconscio in cui è possibile scoprire le credenze individuali. Queste credenze formano un programma maturato durante la vita, con particolare attenzione all’età che va da zero e sette anni, che raduna tutto ciò che è accaduto, ciò che gli altri (soprattutto i genitori) ci hanno detto e come  abbiamo reagito trasformandosi, appunto, in credenze.  Ovviamente al di sotto della coscienza si trovano anche le intuizioni, le ispirazioni, le spinte creative.

L’essere umano è  formato da

Superconscio

La parte collegata all’anima,  che possiede  la saggezza e la visione dall’alto  del nostro scopo sulla terra

Mente Conscia

È la mente razionale, astratta, logica.  Ha una capacità moderata di gestione delle informazioni e degli eventi (che possono raggiungere un massimo 3 nello stesso momento).

La mente conscia processa 40 Bit di informazioni al secondo.

Mente Subconscia ( o inconscio)

Controlla e regola  tutte le funzioni del corpo, usa i  5 sensi insieme  alle associazioni e alle analogie.  È collegata alla memoria cellulare di ogni evento accaduto. Quando agli eventi sono associate emozioni significative, sia in positivo e che in negativo, crea ancoraggi che richiamano alla memoria l’evento attraverso dettagli sensoriali del presente (che attivano i trigger nei disturbi legati al trauma).  Non è collegata al tempo,  James Hillman scriveva   infatti che  vive “l’eterno presente”.  La mente subconscia comprende  il linguaggio universale dei simboli, le immagini, le sensazioni. Il suo alfabeto può essere utilizzato per dialogare con lei evitando gli ostacoli dell’emisfero sinistro (la logica e la razionalità) per accedere in modo rapido e sicuro  alle credenze, ai programmi, ai contenuti più profondi.

La mente subconscia processa 40 milioni di bit di informazioni al secondo.

Le credenze

Tutti siamo condizionati dalle nostre credenze, sia consce che subconscie. Ma sono quelle subconscie a determinare le nostre azioni e la realtà esterna, lo specchio che ci riflette per agevolare il nostro fine evolutivo. Spesso ripetiamo le stesse azioni ottenendo gli stessi risultati, proprio perché c’è un pilota automatico che, se non disinnescato, procede nello stesso modo per tutto l’arco dell’esistenza.

Il subconscio è nostro alleato se impariamo ad armonizzarlo con la mente conscia attraverso la “riprogrammazione” delle credenze limitanti o auto sabotanti.

Kinesiologia delle credenze  © non si sostituisce a psicoterapie o terapie mediche, ma aiuta a ristabilire l’armonia fra la mente e il corpo,  lavorando sulle convinzioni ereditate dal nostro vissuto personale, gli eventi stressanti, gli  ostacoli del passato che influenzano il benessere psicofisico.

Lo stress genera disarmonia attivando risposte neurobiologiche in cui il sistema immunitario può arrivare a compromettersi, sbilanciando l’equilibrio. Anche la mente non riesce più ad avere la visione “dall’alto” delle situazioni e ripercorre gli stessi sentieri che appartengono a un passato ormai disfunzionale che dobbiamo abbandonare.

Combinando  alcune  risorse dell’integrazione emisferica con tecniche di percezione corporea e   particolari visualizzazioni in onde theta (la frequenza del cervello legata all’immaginazione e alla possibilità di  accedere e modificare i contenuti subconsci) si arriva  a una completezza trasformativa. L’emisfero sinistro riguarda il pensiero astratto, la logica, la separazione, l’analisi, mentre l’emisfero destro è collegato  alle emozioni, alla creatività, all’ispirazione, al senso di connessione con gli altri e con l’ambiente.

Usare  al meglio il nostro cervello (possiamo “costituzionalmente  essere  di predominanza emisferica destra o sinistra) significa coinvolgere ogni parte nella trasformazione desiderata.

È un metodo semplice ma allo stesso articolato, in cui l’obiettivo è, per ogni traguardo fissato, di riconnettersi alle risorse interiori (nessuno guarisce nessuno, ogni persona ha in sé il potenziale di guarigione) per percorrere la strada evolutiva più indicata.

MAPPAIndividuare le credenze limitanti e cambiarle è solo la base del lavoro, perché non possiamo cambiare ciò che non possiamo sentire (altrimenti il cambiamento sembra veloce ma manca l’ancoraggio a una consapevolezza più profonda che permette un processo completo e stabile nel tempo). 

Ma perché è cos’ difficile cambiare? Perché i traumi, le ferite e tutti i “programmi” che riguardano ciò che a livello subconscio pensiamo di noi (spesso derivato che ciò che l’ambiente esterno ci ha fatto credere trasformando lo stimolo e la reazione in fissità, convinzione) rimangono incastrati all'interno del nostro sistema.

Il processo  viene svolto avvalendosi del test muscolare kinesiologico. Il test muscolare è un sistema di comunicazione efficace mente-corpo. La nostra mente subconscia controlla le funzioni motorie del corpo e dei nostri muscoli, quindi quando la nostra mente subconscia è in disaccordo con alcune idee, questo disaccordo si rintraccia nel corpo e in particolare nei muscoli attraverso  i loro segnali elettrici.

Con l’integrazione emisferica si ottiene la possibilità di attingere al potenziale di tutti e due gli emisferi, agevolando  il percorso di cambiamento.

La metodologia deriva dai miei  lunghi anni di ricerche, studi ed esperienze attingendo alla psicologia, alle neuroscienze, alla kinesiologia, allo yoga applicato ai traumi, alla fisica dei quanti, alla mindfulness, ai percorsi professionali della kinesiologia specializzata del Touch For Health, Psy -k e altre discipline che riguardano il cambio delle credenze.Non si tratta solo di riprogrammare ma di imparare a "sentire" prima di cambiare. Il processo è un cammino evolutivo.

 

 

Le metodologie NON sono una sostituzione di diagnosi e terapie mediche né di cure in ambito psicoterapeutico.

 

                                                                                             

The butterfly method ©

“La parola psyché, anima in greco, significa anche farfalla. Nasciamo con un bruco di anima il nostro lavoro è dargli ali e volo.”

Alejandro Jodorowsky

 

Evolvi e vola

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La “punta di diamante” del lavoro è Kinesiologia delle credenze©, che rappresenta il culmine delle mie ricerche è delle mie sperimentazioni nel campo del mondo inconscio (o subconscio) che ho sempre inseguito, affascinata, da quando a quindici anni presi in mano il primo libro di Freud. Da allora Freud, Jung, Hillman, e la scuola psicoanalitica sono diventati veri riferimenti (io stessa ho passato diversi anni della mia vita su lettini freudiani o junghiani tentando di risolvere le ferite e i traumi di cui nel frattempo diventavo sempre più consapevole). Ma mancava sempre qualcosa, quel mondo sotterraneo con i suoi simboli diventata familiare eppure non mutava alla radice. La mente conscia e la mente inconscia non si integravano permettendomi di sciogliere e risolvere ferite e attaccamenti a un passato che non mi serviva più. Mancavano dei pezzi. Mancava il corpo, soprattutto. Per questo con lo yoga, il Rebirthing, le costellazioni familiari di Hellinger, le meditazioni cercavo l’ascolto interiore attraverso nuove e diverse percezioni da integrare. L’incontro con le neuroscienze e con alcuni filoni terapeutici americani degli ultimi anni sono stati una svolta fondamentale, che insieme alla kinesiologia hanno offerto nuove intuizioni da collegare all’importanza dell’esperienza corporea come strumento determinante nell’indagine sul mondo interiore e sulla trasformazione di blocchi e ferite. E tutto combaciava con le letture più illuminanti sui ponti offerti dalla fisica quantistica in relazione al rapporto fra l’uomo e il mondo di cui fa parte. Ci pensiamo sempre come soggetti distinti ma in realtà siamo una frequenza energetica che vibra alla frequenza che inconsciamente scegliamo ed è interconnessa a tutte le altre frequenze che costituiscono l’essenza di uomini, piante, animali e dell’universo intero. Ecco perché “risuoniamo” con persone e situazioni, nel bene e nel male. Nel frattempo riprendevo in mano gli studi di astrologia del mondo antico (nel 2004 avevo pubblicato La ruota degli dèi, un saggio su questo argomento) cercando di nuovo, in quei simboli, gli indicatori fondamentali del mio cammino su questa terra. Non siamo tutti uguali e quindi ognuno necessita di un percorso personalizzato.

 

Chi conosce il potenziale dell’antica astrologia intesa scienza sacra (e non ciò che è diventata oggi, uno stupido e commerciale oracolo divinatorio) ha la possibilità di conoscere il tema di nascita imparando a sentire e usare le particolari costellazioni energetiche presenti all’interno di sé (diversi psicologi anglosassoni hanno scritto libri di astrologia in quanto i terapeuti possono trarre giovamento dall’immediata e profonda consapevolezza del mondo interiore del cliente).logo

Nell’inconscio abita il 95 per cento delle convinzioni / credenze che si sono formate a partire dalla vita prenatale, a cui contribuiscono anche i condizionamenti che abbiamo ereditato nel nostro DNA dai nostri avi per almeno sette generazioni, e che ci influenza al di sotto della nostra soglia di consapevolezza. Le costellazioni familiari di Bert Hellinger mettono infatti in evidenza come nelle discendenze siano racchiuse le informazioni delle generazioni che ci hanno preceduto. In ogni serio lavoro di trasformazione si fa un viaggio dentro sé stessi. “Noi siamo il sogno dei nostri avi” ma soprattutto siamo il sogno di noi stessi che si realizza quando abitiamo davvero la nostra casa interiore, dimora del vero Sé.

Ciò che è dentro si manifesta anche fuori, come sapevano bene anche Freud e Jung, attirando ciò che ci serve per farci prendere coscienza ed evolvere. Spostare il focus dal mondo esterno al mondo interno è il primo passo verso la guarigione perché ci rende consapevoli del nostro potere personale, sottraendoci dal campo energetico del lamento e della vittimizzazione per condurci invece alla frequenza più alta del “guerriero di luce” che usa l’ombra per crescere.  Imparare ad attingere alla nostra forza interiore trovando il vero Sé, che ci porta a contatto con l’anima, significa usare l’energia della fonte divina di cui siamo espressione. Il corpo è bussola e mappa, e viene usato come luogo privilegiato di informazioni utili al cambiamento. I test kinesiologici, usati in un metodo che ho personalizzato,  permettono la scoperta e la trasformazione delle credenze e si combinano a tecniche particolari che usano la frequenza delle onde theta in particolari visualizzazione guidate.  Si possono anche installare nuove risorse che prima non erano disponibili, o che sono rimaste bloccate a causa di ciò che crediamo e sentiamo, soprattutto  in base a vissuti negativi e traumi passati. Il processo include anche un utilizzo particolare delle farfalle.

Aprire il cuore usando il respiro come veicolo del “qui e ora”, l’unico vero momento possibile, permette di ristabilire la connessione che dal campo cardiaco che si estende all’interno di noi stessi e verso il mondo esterno. Ogni squilibrio energetico, psichico ed emotivo può essere risolto riportando l’armonia dell’origine quando corpo e mente sono bilanciati e allineati all’anima,  funzionando al servizio del nostro benessere e degli obiettivi che desideriamo raggiungere. Ascoltare e usare la voce del cuore vuol dire rivolgersi diversamente innanzitutto a noi stessi, e alle nostre parti interne che contengono i bambini indifesi che siamo stati. “Io ci sono” è finalmente non solo la frase che avremmo voluto sentire dai genitori o dai partner, ma la voce di questo cuore (e non della mente) che finalmente contiene spazi nuovi all’interno, abitati dal vero Sé e non più da maschere della personalità necessarie a difendersi da dolori taciuti, vanamente soppressi,  che sembravano troppo grandi. “Io ci sono, per me”, ci sono per tutti i bambini piccoli che sono stata e ci sono per gli altri, in modo autentico e profondo. Con i confini e le consapevolezze.

Per camminare su questo sentiero sono necessari un lavoro di meditazione e visualizzazione guidata, un lavoro sul corpo, e un lavoro di scavo e investigazione sulle credenze inconsce, alla ricerca di quelle di base, responsabili, a cascata, di ogni credenza successiva. Per trasformare qualcosa davvero bisogna andare alla radice. Accade un po’ come in una casa: se le  fondamenta sono fragili la faranno crollare completamente. Rispetto alle terapie classiche, a  cui non si sostituisce ma  invece si affianca, ha il vantaggio di accedere direttamente all’inconscio dialogando con le parti più importanti che determinano ogni nostro approccio verso gli altri, il lavoro, la vita e perfino la malattia. In moltissimi casi la malattia è utile alla conservazione di un sistema in cui, a livello inconscio, esistono dei “guadagni” (“se guarisco mio marito mi lascia”, “se guarisco devo tornare in quel posto di lavoro che odio”) e, seppur paradossale, la situazione patologica è mantenuta attiva in un sistema di protezione. Altre volte la malattia è l’ultimo tentativo del corpo di farci capire un conflitto non risolto a livello cosciente.

A volte, inoltre,  le cause del malessere sono di origine più antica, a volte si tratta di veri e propri blocchi dell’anima che, anche in questo caso, possono essere sciolti.

“Diventare ciò che si è”, scrive Kabat Zinn, il fondatore della Mindfulness. E per scoprire chi siamo, realizzando il nostro immenso potenziale, dobbiamo entrare dentro di noi.

Solo allora potremo riportare in equilibrio ciò che è stato scompensato dagli eventi esterni che hanno attecchito nel nostro corpo e nella nostra mente. La scienza dimostra come la visualizzazione guidata e la meditazione siano in grado di aiutare il riequilibrio degli emisferi cerebrali, educando le risposte emotive e somatiche alle situazioni di stress, siano queste passate o presenti.

L’utilizzo di simboli specifici  all’interno della visualizzazione agevola i processi di guarigione perché il simbolo parla direttamente all’inconscio, scavalcando i limiti della mente razionale. Le immagini e le visualizzazioni guidate sono parte integrante della guarigione.

Il processo è anche  caratterizzato dalla connessione con l’energia spirituale che scorre in ognuno di noi e che dimentichiamo di contattare e di usare. Non dipende da religioni e tradizioni perché è Una. È il “codice dell’anima”, per dirla con Hillman.  Non c’è vera guarigione che non passi anche attraverso l’anima. Sempre. E noi siamo su questo pianeta  per far brillare la nostra luce.

 

 

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Leggi il brano finale del Canto della farfalla

 

Le metodologie NON sono una sostituzione di diagnosi e terapie mediche né di cure in ambito psicoterapeutico.